La volpe

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Per quasi tutte le tradizioni mitologico-folcloriche la volpe è l’incarnazione dell’astuzia, maestra di finzione, ingannatrice per antonomasia, simbolo dell’eros femminile e del narcisismo, può essere ipocrita e ruffiana quanto coraggiosa. È animale duplice, sempre in bilico tra il mondo dei vivi e quello dei morti, terribilmente affascinante nel suo essere in grado di cambiare volto e carattere. Per queste ragioni lo spirito della volpe è il totem degli scrittori, come sosteneva Boris Pil’njak in una citazione che Dubravka Ugrešić riprende e fa sua, e con cui da inizio a questo racconto che è, prima di tutto, un’appassionata dichiarazione d’amore alla letteratura.
Partendo dalla sua esperienza di scrittrice e conducendo il lettore in un viaggio che attraversa la Russia e i Balcani, passando per Tokio, Napoli e gli Stati Uniti, l’autrice esplora il potere della narrazione e dell’invenzione letteraria, raccontando le storie di personaggi minori che, in un modo o nell’altro, sono stati fondamentali per la letteratura.
In questo racconto coinvolgente e ricchissimo, che reinventa continuamente se stesso, Dubravka Ugrešić affronta alcuni dei temi a lei più cari come l’identità, la forza della scrittura, l’intreccio tra finzione e realtà, il posto delle donne nel canone letterario, la mentalità iugoslava e post-iugoslava, l’inaffidabilità della memoria, ricordando a tutti che finché esisterà la letteratura sarà legittimo avere speranza nel futuro.

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Dubravka Ugrešic

Dubravka Ugrešic´ è nata nel 1949 in quella che allora si chiamava Iugoslavia. Dopo la laurea in Letteratura comparata e in Letteratura russa ha lavorato per molti anni presso l’Istituto di Teoria della Letteratura  dell’Università di Zagabria, perseguendo carriere parallele come scrittrice e accademica. Nel 1991, quando scoppiò il conflitto in Iugoslavia, assunse una ferma posizione contro la guerra, diventando per questa ragione un bersaglio per i giornali nazionalisti, i politici e anche per alcuni colleghi scrittori. Ha lasciato la Croazia nel 1993 e da allora ha insegnato in numerose università americane ed europee, come Harvard, Columbia e la Freie Universität di Berlino. È autrice di acclamati romanzi, racconti e saggi, tradotti in più di venti lingue, e vincitrice di numerosi premi letterari, tra cui il premio di Stato austriaco per la letteratura europea (1999), il premio Heinrich Mann per la saggistica (2000) e il premio Jean Améry per la saggistica (2009). È stata nominata per l’International Booker Prize ed è stata finalista agli NBCC Awards 2011 per la critica.

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