Zero maggio a Palermo

Sono i primi anni settanta, Ale e Dario sono due adolescenti alla scoperta del mondo, con qualche ideale di rivoluzione. E questo ideale ha per loro un solo nome: comunismo. Ci credono con l’entusiasmo di chi ha ancora tutta la vita per vedere realizzati i propri sogni, ci credono senza considerare neppure alla lontana l’eventualità di una delusione o addirittura la stessa fine del PCI. Si rimboccano le maniche, filtrando il quotidiano attraverso memorie e proiezioni, critiche e fantasie, in una città animata da se stessa, dai suoi personaggi e dai suoi fantasmi, come quelli dei Beati Paoli. Un racconto nato dalla volontà di dare finalmente un romanzo a Palermo, la città “Felicissima”.
A ventisette anni dalla sua prima pubblicazione, nel 1990, torna con una nuova nota dell’autore e una postfazione inedita di Giorgio Vasta, il romanzo di culto che ha rivelato il talento visionario di Fulvio Abbate.
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Fulvio Abbate

lorenza-mazzettiFulvio Abbate è nato a Palermo nel 1956 e vive a Roma dal 1983. Scrittore, opinionista, critico d’arte e inventore della televisione web Teledurruti, ha pubblicato i romanzi Oggi è un secolo (1992), Dopo l’estate (1995), La peste bis (1997), Teledurruti (2002), Quando è la rivoluzione (2008), Intanto anche dicembre è passato (2013). E ancora, tra le sue opere, Il ministro anarchico (2004), Sul conformismo di sinistra (2005), Pasolini raccontato a tutti (2014), Roma vista controvento (2015). Nell’agosto 2010 ha fondato il movimento “Situazionismo e libertà”, il cui simbolo è stato appositamente disegnato da Georges Wolinski. Nel 2012, il Collège de ’Pataphysique di Parigi lo ha insignito del titolo di Commandeur Exquis de l’Ordre de la Grande Gidouille. Nel 2013 ha ricevuto il Premio della satira politica di Forte dei Marmi. Dal 2004 va in scena con il monologo Il teatro degli oggetti, un one-man show che lo vede protagonista insieme alla sua collezione di oggetti storici..

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