Storie di peccato


Il cinema è da sempre il mezzo di comunicazione più audace e irriverente, sa sfidare la società e misurarne i limiti. Tra gli anni Trenta e il 1968, l’anno in cui tutto cambia, il cinema, sia in Italia che a Hollywood, non esita ad affrontare temi considerati tabù – l’adulterio, il sesso, l’omosessualità – con uno sguardo disincantato e provocatorio. Dalla censura imposta agli Studios al fascino dirompente di Brigitte Bardot e Sophia Loren, dalla retorica di epoca fascista a Tinto Brass e Pasolini, fino alle polemiche dei giorni nostri riguardo al movimento #MeToo: Roberto Campari, docente di Storia e critica del cinema, conduce il lettore in un percorso originale attraverso i film che hanno fatto la storia. Un viaggio che ci permette di riscoprire il significato autentico di un cinema capace non soltanto di bellezza, ma anche e soprattutto di azzardi, di contaminazioni, di cambiamenti radicali, di grandi e necessarie rivoluzioni.

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Roberto Campari

Roberto Campari insegna Storia e critica del cinema all’Università di Parma. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo: Film della memoria. Mondi perduti, ricordati e sognati (2005), Sogni in celluloide. Reale e immaginario nel cinema (2008), Un Olimpo di luce. La bellezza del corpo nel cinema (2012).

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