Parente di Vasco

Tutti moriamo dalla voglia di conoscere la nostra rockstar preferita. Ma avremmo mai potuto immaginare che uno scrittore affermato potesse arrivare a concepire persino un piano per sequestrarla? Massimiliano Parente, o il suo alter ego – ormai uomo maturo e autore di numerosi romanzi – è il protagonista del suo romanzo ironico, folle e spiazzante.
Massimiliano vive isolato da tutto e da tutti, rifiutandosi di andare in televisione o di presentare i suoi libri, per dedicarsi a tempo pieno al suo piano segreto: vuole disperatamente diventare amico di Vasco Rossi.
Capitolo dopo capitolo, tra dialoghi e incontri paradossali, si dispiega questa piccola e rocambolesca avventura: un incontro magico ed esilarante fra due mondi apparentemente lontani, la storia di uno scrittore disposto a tutto per conquistare il suo idolo.
Ma è anche una riflessione sincera e irriverente sul senso di una “vita spericolata”, su cosa siamo disposti a fare o a perdere per accontentarla, su quel che succede quando a un certo punto rallenta, e su quanti modi ci siano per essere spericolati davvero.

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Massimiliano Parente

no che fosse (1998), Mamma (2000), Canto della caduta (2003). In seguito ha iniziato la scrittura di una monumentale trilogia, diventata per molti lettori un libro di culto, formata dai romanzi La macinatrice (2005), Contronatura (2008), L’inumano (2012), e raccolta e pubblicata dalla Nave di Teseo in un volume unico di mille e settecento pagine con il titolo Trilogia dell’inumano (2017). Ha scritto i romanzi Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler (2014), L’amore ai tempi di Batman (2016), il saggio sulla Recherche di Marcel Proust L’evidenza della cosa terribile (2010), i pamphlet La casta dei radical chic (2010) e, insieme a Vittorio Feltri, Il vero cafone (2017). Ad aprile del 2018 ha pubblicato il provocatorio saggio Scemocrazia – come difenderci dal pensiero comune. Collabora in esclusiva con “Il Giornale”. Non è un giornalista.