Mia madre, la mia bambina

La storia commovente della malattia di Lalla Fatma, madre di Tahar, colpita dall’Alzheimer: il ritratto di una donna forte, fiera, che si dissolve sotto gli occhi del figlio.
Dal suo letto rivisita gli anni della giovinezza a Fès, rivive i suoi tre matrimoni, riceve al capezzale il padre morto di Tahar; fa morire e resuscita i propri figli. Nella sua testa
tutto si mescola. A nulla servono le medicine, né le premure delle due domestiche, che la sua mente trasforma in potenziali nemiche. Tahar assiste impotente a questa bufera
di allucinazioni e ricordi, al tentativo di cercare un ordine che ormai sfugge, di rivendicare una lucidità perduta. E in silenzio raccoglie le memorie stralunate della madre per
ricomporle in un racconto intimo e tenero, forse un modo per dire ancora, e sempre, il proprio amore di figlio.

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Tahar Ben Jelloun

tahar-ben-jellounTahar Ben Jelloun è nato a Fès (Marocco) nel 1944, vive a Parigi. Poeta, romanziere e giornalista, ha vinto il Premio Goncourt nel 1987. Tra i suoi numerosi libri, Creatura di sabbia (1987), Notte fatale (1988), L’estrema solitudine (1999), L’Islam spiegato ai nostri figli (2001), Amori stregati (2003), L’ultimo amico (2004), “La fatalità della bellezza”, in Notte senza fine. Amore, tradimento, incesto con Amin Maalouf e Hanif Kureishi (2004), Non capisco il mondo arabo (2006), Partire (2007), L’uomo che amava troppo le donne (2010), Fuoco (2012), L’ablazione (2014), È questo l’Islam che fa paura (2015), Racconti coranici (2015). Presso La nave di Teseo sono usciti Il matrimonio di piacere (2016), Il terrorismo spiegato ai nostri figli (2017), la nuova edizione ampliata di Il razzismo spiegato a mia figlia (2018), La punizione (2018), L’insonnia (2019), ed è in corso di pubblicazione tutta la sua opera narrativa.

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