Ludwig van Beethoven. Il ribelle

“Io merito di essere ricordato da voi, perché nella mia vita ho spesso pensato a voi, e ho cercato di rendervi felici.”
Ludwig van Beethoven
Durante un concerto, l’attenzione di Sebastian, un giovane amante della musica e dell’arte, è catturata dal profilo severo del suo vicino. Nello sguardo profondo
che comincia ad osservarlo, Sebastian riconosce un volto familiare, l’espressione inconfondibile di Ludwig van Beethoven. Inizia così un dialogo sorprendente tra il più leggendario compositore della storia e un ragazzo dei nostri tempi, due spiriti affini uniti dall’inquieta ricerca del bello. Nella scrittura brillante di Ramin Bahrami rivive il genio rivoluzionario di Beethoven, un talento ribelle che sovverte l’armonia rigorosa di Bach e Mozart in tumultuoso impeto musicale, una vita irregolare nel nome della libertà e del coraggio di “sentire col cuore”.

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Ramin Bahrami

Ramin Bahrami è nato a Teheran nel 1976. Ha lasciato l’Iran con parte della famiglia dopo la rivoluzione e ha studiato in Italia, dove si è diplomato in pianoforte al conservatorio di Milano con Piero Rattalino. Vive a Stoccarda con la moglie e la figlia. Perfezionatosi con maestri del calibro di Alexis Weissenberg, Andràs Schiff, Rosalyn Tureck, nutre una passione profonda e totale per Johann Sebastian Bach, di cui è oggi uno dei più grandi interpreti. Ha un repertorio di incisioni bachiane con Decca Universal che hanno scalato le classifiche discografiche, ha debuttato al teatro alla Scala nel 2012 e si esibisce nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiosi del mondo. Ha pubblicato Come Bach mi ha salvato la vita (2012), Il suono dell’Occidente (2014) e Nonno Bach (2015).