L’acquario di quello che manca

A cura di Aura Ghezzi e Alberto Pezzotta
Introduzioni di Elisabetta Sgarbi e Aura Ghezzi

“L’acquario di quello che manca” è un libro che assomiglia profondamente al suo autore, è lo specchio di enrico ghezzi. A partire dai primi articoli scritti alla fine degli anni sessanta fino agli ultimi lavori, il volume raccoglie interviste, lectio magistralis, rubriche giornalistiche, idee per spot pubblicitari, scritti d’occasione. Non solo scritti già editi, ma anche documenti inediti, insospettabili, forse: poesie, riflessioni, ricordi personali, episodi familiari, lettere private ad amici e compagni. Vi si trovano curiosi aneddoti sui retroscena che hanno accompagnato e caratterizzato le scelte artistiche alla base di Blob, come anche di altre invenzioni. In questa congerie di materiali non c’è nulla di casuale, tuttavia. “L’acquario di quello che manca” è un labirinto in cui è bello perdersi e trovarsi. Un ritratto di più di cinquanta anni di cultura, televisione e cinema, ma anche un viaggio in una delle menti più geniali dei nostri tempi.

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Enrico Ghezzi

enrico ghezzi, “apolide toscano”, si occupa di cinema e televisione. Lavora a Raitre dal 1979. Ha curato e inventato cicli di film, le quaranta ore non-stop di La magnifica ossessione (1985), e i programmi Fuori Orario, Schegge, Blob. Ha diretto il palinsesto di Raitre dal 1987 al 1994, il Festival del cinema di Taormina dal 1991 al 1998 e il festival “Il vento del cinema” a Procida dal 2001 al 2009. Tra le sue pubblicazioni, paura e desiderio (1995), cose (mai) dette (1996), Il mezzo è l’aria (1997), stati di cinema festival ossessione (2002). Ha curato il volume di Guy Debord, Opere cinematografiche (2003). La nave di Teseo ha ripubblicato nel 2019 il suo libro scritto con Carmelo Bene Discorso sui due piedi.

COLLANA