La struttura assente

struttura-assenteUscito nel 1968, questo libro si inseriva nel vivo del dibattito sullo strutturalismo – la teoria che più dominava la temperie culturale di quegli anni e che sembrava (ad alcuni) consegnare il Senso, il sapere, la cultura a nuovi destini metafisici, astratti e indifferenti alle specificità della storia. Umberto Eco, ripercorrendone le varie correnti, assume in questo studio magistrale una difesa dello strutturalismo in chiave metodologica, contro ogni abuso e degenerazione “ontologica”, e così facendo lascia intravedere quale sarà la sorte dell’ondata strutturalista, le sue potenzialità e il suo destino.
Tradotto subito in molti paesi, La struttura assente ha suscitato un vivace dibattito, dimostrando – fin dal 1968 – la vocazione al contempo filosofica e analitica di Eco, che continuerà sempre a muoversi tra problemi di struttura e problemi di interpretazione.

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Umberto Eco

umberto-ecoUmberto Eco (Alessandria 1932 − Milano 2016), filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (Premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione (1990), Kant e l’ornitorinco (1997), Dall’albero al labirinto (2007), Pape Satàn aleppe (2016) e Il fascismo eterno (2018). Ha pubblicato i volumi illustrati Storia della Bellezza (2004), Storia della Bruttezza (2007), Vertigine della lista (2009), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Sulle spalle dei giganti (2017)

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