La semiosfera. L’asimmetria e il dialogo nelle strutture pensanti

Jurij M. Lotman, introdotto in Italia da Umberto Eco, Maria Corti, Cesare Segre, è stato uno dei geni della cultura russa, marginalizzato dal conformismo di regime da Mosca a Tartu (oggi in Estonia, allora ai confini dell’impero sovietico). Nato come studioso di letteratura, Lotman ha sviluppato un approccio capace di tenere insieme testi poetici, arti figurative, cinema, teatro, vissuti quotidiani, aprendo e definendo quello che poi è diventato un vero e proprio indirizzo degli studi contemporanei: la semiotica della cultura.
Al centro di tale approccio sta tuttora l’idea di “semiosfera”, coniata in dialogo con quella di “biosfera”, per indicare che la cultura è un ambiente vivo, dinamico, dialogico, fatto di molteplici formazioni in costante relazione e traduzione. Un “corpo” che per conservarsi deve evolvere, creando nuovo pensiero e nuove informazioni.
È nei saggi di questo volume fondativo – ora in una nuova edizione curata da Simonetta Salvestroni e Franciscu Sedda – che tale teoria prende compiutamente forma.

A cura di Simonetta Salvestroni e Franciscu Sedda.
Traduzione dal russo di Simonetta Salvestroni.

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Jurij M. Lotman

Jurij M. Lotman (1922-1993), tra i maggiori semiotici e storici della letteratura e della cultura del XX secolo, dal 1963 è stato professore di Letteratura russa all’Università di Tartu, dove ha fondato la celebre scuola di semiotica. Tra le sue opere tradotte in italiano, ricordiamo La struttura del testo poetico, Tipologia della cultura (con B. Uspenskij), Testo e contesto, Da Rousseau a Tolstoj, La cultura e l’esplosione, Cercare la strada, Dialogo con lo schermo (con Y. Tsivian), Non-memorie, Conversazioni sulla cultura russa.

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