Il debito sovrano. La fase estrema del capitalismo

L’epoca che viviamo si distingue per una continua e inesauribile corsa al debito che cresce, inesorabile, ovunque: negli stati, nelle aziende e nelle famiglie, in occidente come nei paesi emergenti. La causa e, al contempo, il principale strumento di espansione del debito è il capitalismo finanziario che nasconde, dietro un indebitamento sempre maggiore, i problemi reali che esso stesso causa. Questo sistema utilizza la globalizzazione finanziaria come veicolo per espandersi e continuare ad alimentare un pericoloso circolo vizioso. Un castello costruito senza fondamenta e destinato a crollare. A questo punto pare inevitabile una nuova crisi globale perché gli stessi fattori che spingono al debito – l’iperconsumismo, le diseguaglianze di ricchezza, la necessità di crescita dei paesi in sviluppo e il bisogno di restare a galla dei paesi sviluppati – non trovano freni. Oltretutto queste sono le stesse ragioni che spingono il mondo verso la catastrofe ecologica: il debito trasforma la natura in merce preparando il terreno per un inedito scontro tra capitalismo ed ecologia. Paolo Perulli affronta il tema del capitalismo indebitante e il ruolo politico che il debito ha nella dipendenza degli stati dai mercati, analizzando presupposti e conseguenze pratiche sulla natura e sulla società in modo lucido e illuminante.

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Paolo Perulli

Paolo Perulli insegna Sociologia economica presso l’Università del Piemonte Orientale. Ha insegnato a Cambridge (Massachusetts), a Parigi, all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e all’Università del Molise. Tra le sue pubblicazioni: La città delle reti (2000), Piani strategici (2004), La città. La società europea nello spazio globale (2007), Visioni di città. Le forme del mondo spaziale (2009) e Il dio Contratto. Origine e istituzione della società contemporanea (2012).

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