I promessi sposini

L’amore tribolato tra il pappagallo Treica e il rinoceronte volante Maurilio, gay dichiarati. Nelle terre governate dal temibile Grande Cognato, discjokey con la passione per gli ellepì dei dittatori celebri. Con questi che vorrebbe infatti utilizzare il corno del coleottero come puntina per il suo giradischi, da qui eccolo pronto a ordirne il rapimento. Una favola patafisica, come già I fiori blu di Raymond Queneau, popolata da personaggi strampalati eppure esemplari del tempo storico che ci riguarda tutti. Il Brigadiere Insanguinato, Maicol Gecson, Gion Elton, la Suora Lampeggiante, il gattino Faretto, gli amici della “bella gente” capitanati da Malena Togliatti, i furetti albini cui spetta il compito di trasformarsi in tappeto per la cerimonia nuziale, Don Citarda, il granduca di Ficarazzi, tutti lì in ordine di precipizio fino all’irruzione del pistolero Warren Oates. La fantasia contro ogni ottusa autorità.

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Fulvio Abbate

Fulvio Abbate è nato a Palermo nel 1956 e vive a Roma dal 1983. Scrittore, opinionista, critico d’arte e animatore su YouTube della televisione web PACK, ha pubblicato i romanzi Zero maggio a Palermo (1990), Oggi è un secolo (1992), Dopo l’estate (1995), La peste bis (1997), Teledurruti (2002), Quando è la rivoluzione (2008), Intanto anche dicembre è passato (2013). E ancora, tra le sue opere, Il ministro anarchico (2004), Sul conformismo di sinistra (2005), Pasolini raccontato a tutti (2014), Roma vista controvento (2015), Love. Discorso generale sull'amore (2018), I promessi sposini (2019). Nel 2012, il Collège de Pataphysique di Parigi lo ha insignito del titolo di Commandeur Exquis de l’Ordre de la Grande Gidouille. Nel 2013 ha ricevuto il Premio della satira politica di Forte dei Marmi. Dal 2004 va in scena con il monologo Il teatro degli oggetti, un one-man show che lo vede protagonista insieme alla sua collezione di cimeli storici.

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