Educazione americana

Educazione americana racconta la vera storia di una squadra clandestina della CIA, al servizio del governo degli Stati Uniti per condizionare le democrazie in Europa: sono sbirri in borghese dalla doppia e tripla vita, fanatici del crimine o semplici mercenari in cerca di emozioni. Hanno ucciso, finanziato partiti, favorito stragi. Se un solo istante delle loro vite avesse imboccato una strada diversa, il mondo come lo conosciamo non sarebbe esistito.
Dalla Francia a Israele, dal Belgio all’Italia. L’elenco delle loro operazioni attraversa trent’anni di delitti. Interferiscono nella rivoluzione giudiziaria che con l’inchiesta Mani pulite ha cambiato la storia del nostro paese, ma non impediscono i successivi attentati della mafia. Rubano i codici di comunicazione della Russia di Putin, con un’operazione internazionale in cui un agente americano viene ucciso a Roma, e il suo corpo abbandonato nel Tevere. A Bruxelles partecipano all’omicidio di Gerald Bull, il progettista canadese del Super Cannone di Saddam Hussein. A Parigi buttano nella Senna un giovane passante, Brahim Bouarram.
La loro attività comprende il furto di segreti bancari in Svizzera, il sequestro di imam islamisti, tra cui Abu Omar a Milano, le trattative per il rilascio degli ostaggi rapiti nel deserto del Sahara. E, ai giorni nostri, il traffico di informazioni finanziarie e industriali, sottratte quotidianamente dai computer di ignari ministri, manager e imprenditori.
In un romanzo mozzafiato in cui tutto è reale, Fabrizio Gatti ricostruisce la storia segreta che i documenti non possono raccontare.

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Fabrizio Gatti

Fabrizio Gatti è l’autore di Bilal (2007), diario di quattro anni da infiltrato lungo le rotte del Sahara tra i trafficanti e i migranti in viaggio dall’Africa verso l’Europa, e Gli anni della peste (2013), la storia del primo collaboratore di giustizia tradito dallo Stato. Ha inoltre pubblicato i libri per ragazzi Viki che voleva andare a scuola (2003) e L’Eco della frottola (2010). Dal 2004, lavora come inviato per il settimanale “L’Espresso”. Ha scritto anche per “il Giornale” diretto da Indro Montanelli e per il “Corriere della Sera”. Le sue inchieste sono state tradotte in tutto il mondo e hanno vinto numerosi premi internazionali.

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