Cara Premier ti scrivo

Sette racconti che si leggono come un romanzo corale e parlano del nostro presente, delle sue criticità e delle nostre aspettative, di amori e distanze. Con uno stile limpido e diretto, una prosa intensa ed elegante, Daria Colombo raccoglie in queste pagine momenti di vite normali, comuni, colti e raccontati nella medesima giornata: vite affacciate sullo stesso Paese, nello stesso momento come un’istantanea del nostro tempo.
Che si tratti di un venditore ambulante o di un ragazzo del Sud in cerca di lavoro, che sia un musicista innamorato o una donna delusa che non rinuncia a combattere per un futuro sostenibile, che si parli della solitudine di un anziano o di un giovane omosessuale in lotta per la propria identità, i personaggi di Cara Premier ti scrivo vivono alla ricerca di una mappa per orientarsi in un mondo troppo distante da quello che avevano pensato, pronti – se la mappa non c’è – a disegnarla essi stessi, per non arrendersi al presente
e per mettere in salvo tutta la vita che c’è in ognuno di noi.
Dai dubbi amorosi alle incertezze emotive di chi si affaccia ai primi forti sentimenti, dall’incontro tra culture e radici diverse, fino all’impegno per un futuro più giusto, questi racconti sono legati da un unico filo rosso che percorre tutto il libro. Un filo che racconta un’Italia complessa e vitale, ferita ed esposta alle intemperie di questo tempo e alle sue trasformazioni, comunque sostenuta dalle spinte più nobili che abitano le azioni e le passioni delle persone di cui è ricco soprattutto l’universo femminile.

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Daria Colombo

Daria Colombo, art director e giornalista, è tra i fondatori del movimento nazionale de “I Girotondi” ed è attualmente Delegata alle Pari opportunità di genere del Comune di Milano. Collabora professionalmente da oltre trent’anni con Roberto Vecchioni, suo marito, con cui condivide anche l’impegno sociale. Ha pubblicato Meglio dirselo (2010, vincitore del Premio Bagutta Opera Prima) e Alla nostra età, con la nostra bellezza (2015), dal quale è stato tratto il recital “La forza delle donne”.

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