Bohémien minori

Eily ha diciotto anni, si è appena trasferita a Londra dall’Irlanda: vuole studiare recitazione, cominciare a lavorare, diventare famosa, un po’ come tutte la aspiranti attrici che arrivano dalla provincia. Se all’inizio la città la stordisce – è dopotutto una ragazza semplice e un po’ ingenua – piano piano inizia a trovare il suo posto nel mondo e a farsi delle amicizie. Non sa ancora però quanto tutto è in procinto di cambiarla di nuovo e per sempre, fino a quando non incontra Stephen, un attore di vent’anni più grande di lei, e non se ne innamora follemente.
I due iniziano una relazione che li appassiona e li consuma, sfociando spesso in una violenta inquietudine: se Eily è elettrizzata dal loro amore e dalle luci della grande città, Stephen è perseguitato dai demoni del suo passato e dalla paura dei rovinosi rischi del loro rapporto.
Sullo sfondo della Londra vibrante degli anni ’90, Bohémien minori è il racconto della scoperta del desiderio e della più estrema vulnerabilità cui
ci consegna: la storia di Eily e Stephen, serrata, conturbante, epica e innocente, si accende tra le pagine con l’immediatezza della vita, celebrando i luoghi oscuri dell’amore e le vette della sua grandezza, in eterno bilico tra perfezione e catastrofe, attraverso un’epifania letteraria indimenticabile e totalizzante.

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Eimear McBride

Eimear McBride è nata in Irlanda nel 1976 e ha studiato recitazione presso il Drama Centre di Londra. Il suo romanzo di debutto, Una ragazza lasciata a metà, è stato un caso letterario internazionale, insignito di numerosi premi, tra cui il Goldsmiths Prize, il Baileys Women’s Prize for Fiction e l’Irish Novel of the Year. Scrive su “The Guardian”, “TLS “e “New Statesman”. Bohémien minori ha vinto il James Tait Black Prize for Fiction 2017.

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