Amorosa sempre

Roberto Carifi è forse il poeta più potente del tempo appena trascorso, capace di stringere tutto il dolore umano, storico e metafisico, nel pugno di un bambino. Disordinato ed eccentrico, nel suo curriculum trovano posto una tesi su Rousseau, la fondazione di vari gruppi rock (i Diplomati e gli Ham and Figs), e vari viaggi a Parigi per seguire all’École Freudienne le lezioni di Jacques Lacan.
La sua vitalità poetica è segnata da tre avvenimenti: l’abbandono del padre, la morte della madre, il sopravvenire di un ictus. Il tema dell’assenza, dell’infanzia ferita, del dialogo amoroso con la madre, e infine dell’accettazione del dolore, costituiscono un unicum nel panorama della poesia italiana. Una poesia essenzialmente struggente, con affondi di puro romanticismo.
La pubblicazione di Amorosa sempre, che raccoglie la maggior parte delle poesie edite e di buona parte delle inedite, costituisce un atto riparativo – nel senso di cui parla Seamus Heaney, di “riparazione” della poesia – dando conto di un lavoro poetico di grande coerenza, finalmente proposto nella sua interezza ai lettori.
Alba Donati

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Roberto Carifi

Roberto Carifi è nato nel 1948 a Pistoia. Tra le sue molte pubblicazioni poetiche: Infanzia (1984) L’obbedienza (1986), Occidente (1990), Il figlio (1994), Amore d’autunno (1998), Europa (1999), Amore e destino (2000), Il gelo e la luce (2003), La pietà e la memoria (2003), Nel ferro dei balocchi (2008), Tibet (2011), Figure dell’abbandono (2016). Ha tradotto autori come Rainer Maria Rilke e Georg Trakl e per anni ha tenuto su “Poesia” una rubrica aperta ai nuovi poeti.

COLLANA